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I principali Itinerari Turistici del Salento

I comuni del Salento

Tutto ciò che c’è da sapere per visitare i comuni più belli del Salento. Chiese, cattedrali, negozi, e vita notturna. Perché in vacanza non bisogna farsi mancare proprio nulla.

Otranto

 

Otranto, situata sulla litoranea adriatica, è una città nel cui cuore storico, ingabbiato tra le mura del castello aragonese, pulsa sangue bizantino, gotico, normanno, svevo, angioino e aragonese.

E’ difficile trovare le parole giuste per descrivere Otranto, il suo fascino, pregno di mistero e fede, muta al mutare del sole e delle ore. I bastioni che danno su un grande porto dal mare blu cristallino, donano un indescrivibile senso di sazietà dei sensi. Le strade strette e tortuose, a struttura medievale, la pavimentazione stradale, le case basse, le chiese romaniche e il castello aragonese, tutto contribuisce a regalarti un viaggio nel tempo, con forti atmosfere medievali.

Sensazioni di grande contrasto con la miriade di negozi di souvenir, abbigliamento, artigianato tipico e artistico aperti fino a tarda serata, un contrasto però per niente stridente, grazie alla presenza di negozi molto originali dove trovare accessori e pezzi di design unici: parere di donna!!!

Le atmosfere medievali si accentuano con il calare del buio; le luci calde dell’illuminazione, l’imponente castello e il mare silenzioso dialogano tra di loro chiamando in causa il cielo stellato, l’odore di salsedine e lo scirocco. Parlano tra di loro utilizzando il linguaggio universale, ponendo attenzione a tutto ciò, inizierai anche tu a riconoscerne i simboli.

L’altro aspetto importante delle serate estive è quello che vede la città protagonista della movida estiva. Aperitivi, serate musicali, ristorantini, pub e trattorie si snodano tra le vie della città vecchia e sui bastioni, richiamano un gran numero di persone.

Consiglio vivamente e con fermezza di non arrivare ad Otranto oltre le 16:30 poiché una cosa che non potete assolutamente perdere è la Cattedrale, aperta alle visite fino alle 18:00.

La cattedrale, edificata sui resti di una domus romana di un villaggio messapico e di un tempio paleocristiano, è stata consacrata al culto nel 1088. contiene in sé i segni del passare del tempo e delle dominazioni: sulla facciata a doppio spiovente spicca un portale barocco e un rosone rinascimentale a 16 raggi con trafori richiamante lo stile del l'arte gotico- araba della fine del XV secolo. Il soffitto della navata centrale a cassettoni in legno dorato anch’esso di ascendenza barocca.

La pavimentazione a mosaico di origine bizantina è stata eseguita tra il 1163 e il 1166 da un gruppo di artisti capeggiati un monaco basiliano di nome Pantaleone. Non tutti lo sanno, ma il mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto è il più grande d’Europa. Nonostante ciò non sono le sue dimensioni a renderlo unico.

Sul significato celato dietro le immagini di questa rappresentazione musiva e sui suoi significati, tuttora restano domande e perplessità. Molti studiosi hanno cercato di fare chiarezza sul meraviglioso “Albero della vita” disegnato dal monaco. Sicuramente tra quei tasselli di storia si nasconde un antico messaggio di un monaco molto saggio e dalla mente sottile.

Quanto e se questo messaggio fosse più o meno religioso è un argomento di cui si discute da secoli, tra ricostruzioni storiche e ragionamenti immaginifici.

La pavimentazione non è però l’unico elemento che rende unica e suggestiva la Cattedrale; nel suo interno, esattamente nell’abside della navata destra, in sette grandi armadi a muro a vista, si conservano le ossa dei beati Martiri di Otranto. Sono i resti di ottocento e più cittadini sgozzati dai Turchi sul Colle di Minerva il 14 agosto 1480, per non aver voluto rinnegare la fede cristiana. Otranto, per questo evento glorioso, è chiamata anche la “Città-martire”.

Sempre all'interno della cattedrale, un altro ambiente di grande valore storico e artistico che risale al secolo XI è quello della cripta, dalla forma semianulare, con tre absidi sporgenti e cinque navate. E' costruita su 42 colonne, tutte monolitiche e tutte di riporto ,diverse per qualità del marmo o del granito, per stile e tempo di produzione di cui si ignora la provenienza. L'estrema disparità dei materiali delle colonne (marmo, granito, breccia) ed il fatto che alcune siano lisce ed altre ricoperte da scanalature o ad intaglio invece di creare confusione, grazie ad una disposizione sapiente, creano l'effetto di grande omogeneità.

Una poetica tesi affermava che la diversità dei capitelli e delle colonne non fosse casuale, ma voluta.

"Chi fosse venuto ad Otranto bizantino, persiano, greco che fosse, non avrebbe dovuto sentirsi straniero, ma trovare qualcosa di suo."

Questa cripta è il segno tangibile di un’Otranto punto di unione tra Oriente e Occidente, una città caratterizzata dalla convivenza pacifica di popoli, culture e fedi differenti.

Messaggio di grande importanza da importare nella società contemporanea.

La forte spiritualità che caratterizza questa Cattedrale si diffonde in tutta la città.

Personalmente amo arrivarci dopo una mattinata al mare, con ancora l’odore di salsedine sulla pelle e una gonna lunga come abito. Mi sembra di essere una donna proveniente da terre lontane, dall’Oriente, e percorro le strade del centro non curante della movida che richiama per queste vie gruppi di giovani pronti per il pre- disco.

Otranto insegna l’accoglienza.